Torino città dalle 1000 corde alla Casa del Quartiere!

torino citta dalle mille corde

Torino Città delle 1000 Corde!
Una manifestazione cittadina, a cura di Dora Filippone e Gabriella Bosio del Conservatorio Statale di Musica "Giuseppe Verdi" di Torino, che porta a Torino concerti, masterclass, laboratori e convegni di arpisti, chitarristi, liutisti dando vita a una grande iniziativa artistica che accoglierà musicisti, studenti italiani e stranieri per riempire di suoni e di colori ogni spazio della città.
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Venerdì 3 marzo alle ore 17:30 nel dehor dei Bagni Municipali alla Casa del Quartiere di via Morgari 14, si esibisce il Trio Jazz di Valerio Cinque e Manuele Morlacco (chitarre) e Alessandro Modica (contrabbasso).

PROGRAMMA:
Autumn Leaves
Blusette
Tenor Madness
Some Day
My Prince Will Come
Out Of Nowhere.
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"Un progetto tenuto nel cassetto per molti anni che poi improvvisamente si realizza. Non ci s'improvvisa, si pensa, si scrive, si rimanda ma non ci si arrende e poi arriva la scintilla che fa partire tutta la macchina. Questa scintilla si chiama Marco Zuccarini che è il Direttore del Conservatorio "G.Verdi" di Torino. Un musicista a tutto campo che sa convogliare le energie e dire più dei "si" che dei "no", che permette a tutti quelli che hanno idee di metterle in campo. Così insieme alla collega di arpa Gabriella Bosio, con la quale da molto tempo tessevamo la nostra tela " delle 1000 corde" ci siamo infilate nella porta sempre aperta del suo ufficio. Il saper ascoltare e prendere decisioni immediate, il saper valutare il lavoro svolto in modo semplice ed onesto, ma anche lanciare sfide e dare fiducia, ha permesso di concretizzare questa overdose di "pizzichi" dal 2 al 18 marzo.

Ormai quasi giunte al termine della nostra carriera didattica ma più che mai decise a non mettere i remi in barca, guardando i risultati prestigiosi raggiunti in tutti questi anni d'insegnamento, con gioia, diciamo a tutti che "Torino città delle 1000 corde" è innanzitutto una festa. E' la festa della Musica, delle idee, dei suoni declinati dalle corde "pizzicate" in tutte le sfumature. E Torino ancora una volta, diventa la città che genera nuove idee che raduna artisti e colleghi più diversi tra loro: basta dare un'occhiata al libretto della manifestazione di ben 88 pagine! Un numero impressionante di musicisti che per 15 giorni si susseguono sul palco del Conservatorio e non solo, per lanciare un messaggio: non ci sarà mai alcun robot di prossima generazione che potrà sostituirsi all'artista, all'adrenalina che si prova ad assistere ad un concerto dal vivo, ad insegnare e a trasmettere il patrimonio artistico e culturale che abbiamo nella nostra memoria di specie umana.

Per questo inizia con un "Big Bang" in 25 luoghi della città in modo da raggiungere il più possibile tutti. Venerdì 3 marzo, tra le 17 e le 18 in Biblioteche, Musei, Scuole, Case del Quartiere, Case di Cura: tutti avranno la possibilità di godere di mezz'ora di musica con protagonista la chitarra e l'arpa. Questo meraviglioso strumento che si è sempre trasformato per essere portato in giro dovunque, nel salotto e nella piazza. Barocca, romantica, acustica, elettrica, protagonista nel flamenco, tra i manouche e ancora e ancora con accordature aperte, con più manici, con più corde, solista, con la voce, in ensemble, nel jazz.

Il "Big Bang" è energia, qualcosa cambia dal momento che esplode: questo è quello che vogliamo con pantagruelici concerti tra cui quello con 100 arpe! Occasioni uniche ed irripetibili almeno per un po' di tempo. Una festa della didattica anche, perché il Conservatorio è l'Istituzione preposta a ciò, ma oggi occorre porsi in modo diverso: permettere a tutti di studiare lo strumento che si vuole anche quelli che ostinatamente come il liuto ed il mandolino, per parlare di "pizzichi", ancora mancano all'appello in questa generosa città. Creare un continuum tra Istituzioni a partire dall'istruzione di base per arrivare a quella professionale. Un tassello importante che va sostenuto ed ampliato quello del Liceo Musicale e delle collaborazioni con Istituzioni nazionali ed internazionali. Se facciamo una grande rete musicale senza distinzione di stili, perché oggi più che mai queste barriere non sono nemmeno più comprese, possiamo non perdere pubblico, possiamo dare più peso all'intelligenza emotiva, possiamo costruire una società in cui la musica, linguaggio non verbale, si contrapponga alle violenza, alla discriminazione per trovarci uniti un modo diverso e ridisegnare un futuro possibile, e non subirlo ad opera di chi in fin dei conti non amando se stesso non ama nemmeno gli altri!

"Sursum corda" che vuol dire semplicemente "Rincuoratevi" con Torino città delle 1000 corde!"

Dora Filippone


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